
IL “GRAZIE” DEL VESCOVO A MONSIGNOR SECONDO DALLA CANEVA
(29 dicembre 2009)
La concattedrale di Feltre chiede un ministero più impegnativo e continuato da parte del decano del Capitolo, votato dai canonici e confermato dal vescovo nel dicembre 2008: monsignor Secondo Dalla Caneva. Da rettore del santuario dei santi Vittore e Corona ha quindi assunto l’impegno assiduo nella chiesa madre. Un ministero diverso, ma non un prendere le distanze da san Vittore: il decano del Capitolo è chiamato a vivere e intensificare il legame tra la concattedrale e la Basilica-Santuario. Quando il vescovo monsignor Vincenzo Savio ottenne il titolo di “Basilica” impostò la vita liturgico-pastorale del Santuario in stretto rapporto con il duomo e la città di Feltre. Il collegamento è del resto esigito anche dalla storia plurisecolare.
Sento di dover ringraziare di cuore, anche da queste colonne, monsignor Secondo per la dedizione con la quale, a più riprese nella storia degli ultimi decenni, ha atteso al servizio della basilica santuario e della Casa, in aiuto ad altri titolari e poi, negli ultimi anni, svolgendo tutti gli impegni di rettore. Nei mesi scorsi ha seguito l’avvio e il completamento del primo stralcio dei lavori di restauro e di messa a norma dell’edificio coinvolgendo il consiglio del Santuario, formato da laici e sacerdoti che assiduamente hanno assunto responsabilità nella gestione. Tra questi ultimi ricordo con viva gratitudine monsignor Arnaldo Miatto, morto il 6 agosto scorso.
È stato nominato suo successore monsignor Sergio Dalla Rosa, da undici anni arciprete di Santa Giustina. Monsignor Sergio e don Arturo Callegari abitano ora la Casa di san Vittore. Ai sacerdoti, al Consiglio del Santuario, alla segretaria e a tanti collaboratori anche volontari, è assegnato l’onore di accogliere quanti pellegrinano al Santuario e vivono ore o giorni in questo ambiente di grandi suggestioni spirituali, storiche e artistiche.
La ricca esperienza pastorale del nuovo Rettore saprà programmare, prima di ogni altra attività, l’accoglienza per esperienze formative che le parrocchie troveranno utili e opportune inserendole nel loro calendario.
Come viene spontaneo, affacciati a finestre di molte case di Feltre esclamare: “Come si vede bene da qui il santuario di san Vittore!”. È un richiamo alla spiritualità desiderata come orizzonte e che si offre come effettiva esperienza raggiungendo il monte Miesna e inoltrandosi negli spazi favorevoli al discernimento su di sé e sul proprio futuro. Anche la salita allude, nella fatica corporea, alla conversione. Questo luogo, posto sul monte, lo si respira essenziale per la città e la terra feltrina. È insieme chiamato sempre di più ad avere dimensione diocesana e regionale, a diventare una casa ineguagliabile per bellezza e per elevazione, una casa per chi si protende in contemplazione di Dio.
+ Giuseppe Andrich
Vescovo
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